Mercato

Tra gli obiettivi presenti nel Voluntary Committment della filiera del PVC Europea, VinylPlus, ha un ruolo determinante quello di raggiungere le 800.000 tonnellate/anno di PVC post consumo meccanicamente riciclato entro il 2020.

Questo obiettivo sta per essere raggiunto considerando che nel 2017 sono state circa 640.000 le tonnellate riciclate come si può vedere dall’andamento delle quantità riciclate negli ultimi anni:

DIAGRAMMA DA PROGRESS REPORT 2018

Grazie a un moderato ma continuo aumento dei volumi in quasi tutti i Paesi europei, il riciclo dei rifiuti in PVC nell’ambito di VinylPlus ha raggiunto le 639.648 tonnellate nel 2017.

Secondo uno studio condotto dalla società di consulenza tedesca Conversio (www.conversio-gmbh.com) per conto di VinylPlus, nel 2016 in Europa erano disponibili 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti in PVC. I volumi riciclati da VinylPlus sopra riportati rappresentano circa il 25% di questi rifiuti disponibili.

Il principale contributo proviene ancora da Recovinyl1, con un volume registrato di 633.127 tonnellate di rifiuti in PVC riciclate. Nel 2017 Recovinyl è stata oggetto di un’importante riorganizzazione, sia nella sua struttura di gestione che nei sistemi di raccolta e comunicazione dei dati. La sistematizzazione, in particolare dei protocolli di controllo, proseguirà nel 2018.

Durante il 2017, i principali mercati di riciclo hanno registrato tendenze diverse: i volumi sono aumentati in Francia e in Italia; il mercato è rimasto all’incirca stabile in Germania; e i riciclatori hanno segnalato una carenza di profili finestra post-consumo per il riciclo in UK.

Progetti di settore per la gestione dei rifiuti di PVC

Per quanto riguarda EPPA2, nel 2017 sono state riciclate circa 300.000 tonnellate di profili finestra e prodotti correlati. Di queste, circa il 40% di finestre, persiane e profili post-consumo e post-industriali, è stato riciclato in Germania, il 30% in UK e il 30% nel resto dell’Europa dei 28. L’Hybrid Project, lanciato da EPPA nel 2016, era finalizzato a classificare la riciclabilità di profili in PVC realizzati con materiali ibridi attualmente presenti sul mercato. Ha valutato che mentre i rifiuti ibridi post-industriali sono facilmente riconoscibili, è spesso abbastanza complesso identificare materiali ibridi in rifiuti post-consumo. Il progetto proseguirà nel 2018 con un focus sui rifiuti post-consumo, per determinare come facilitare l’identificazione e la progettazione di profili in PVC ibridi. Le principali attività di EPPA nel 2017 hanno incluso anche un supporto alle aziende associate che hanno richiesto il VinylPlus© Product Label (consultare anche pagina 23).

Nel 2017 TEPPFA3 ha proseguito nelle sue attività di advocacy e comunicazione. Queste hanno promosso l’uso di PVC-U riciclato, nonché la cooperazione con aziende di riciclo e istituti di certificazione qualità, concentrandosi sulla qualità e durata dei sistemi di tubazioni. Le prime indicazioni del bilancio annuale 2017 di VITO4 hanno mostrato un aumento nel consumo di PVC rigido riciclato da parte dei membri di TEPPFA rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il raggiungimento degli obiettivi settoriali dipenderà dal contesto normativo per i legacy additives. Potrebbe anche essere influenzato dall’adozione di standard di qualità che limitano l’uso di PVC riciclato in alcuni Paesi e per certe applicazioni. TEPPFA ha continuato la sua partecipazione attiva nel progetto5 NSRR (North Sea Resources Roundabout). Il NSRR è un accordo volontario internazionale sulle risorse secondarie tra Francia, Fiandre, UK e Olanda, che mira a rimuovere gli ostacoli alle attività transfrontaliere. Nel 2017 TEPPFA si è concentrata principalmente sulla ricerca di una soluzione pragmatica per la cessazione della qualifica di rifiuto (EoW) del PVC rigido riciclato nelle attività transfrontaliere. A febbraio 2018 il Ministero olandese delle Infrastrutture e delle Risorse Idriche ha emesso un parere legale che approva l’EoW per i riciclati di PVC rigido, conformi al REACH6, quando escono da un impianto di riciclo. TEPPFA mira all’approvazione dello schema da parte della Commissione Europea, in modo da ottenere un approccio armonizzato in tutta l’UE che potrebbe sostenere le ambizioni (europee) sull’economia circolare.